“Figura Aqua – La forma dell’Acqua” – Mostra Collettiva di Video e Fotografia under 36

Il Bunker, spazio culturale indipendente attivo nell’area Nord di Torino, è felice di ospitare all’interno della manifestazione ACQUA 2014 la mostra “Figura AQUA”, mostra collettiva di Fotografia e Video under 36, a cura di Alessia Locatelli e Maria Rosa Pividori.

“Una mostra che vede come protagonista il liquido da cui trae origine la vita, una mappatura che sia geografica ed emotiva, per una narrazione in cui ogni giovane artista presente possa esprimere tale argomento attraverso la sua sensibilità ed il suo intervento video o fotografico. Un tentativo da parte dei curatori di supportare culturalmente la loro città, all’interno di un percorso che tocca il tema della natura permanente e della cura, per arrivare all’evento dell’Expo con un bagaglio d’iniziative volte ad indagare il territorio e le sue preziosissime risorse”.
(Alessia Locatelli)

Gli Artisti

Alessio Segala, fotografo classe 1995, in mostra espone un dittico fotografico dal titolo “Blue Gold”. Un lavoro che apre alla riflessione su come – nel Forum mondiale nel 2000 – a questo bene ricercato ed essenziale sia stato attribuito un valore di scambio sui mercati (come per l’oro e per il petrolio). Due immagini fotografiche che devono farci riflettere sul pericolo che può scaturire dal mercificare il liquido più prezioso del pianeta.

Gian Giacomo Gatto è in mostra con una fotografia dal titolo “Dipinto ad Acqua”. Uno scatto suggestivo che – ad un primo sguardo – pare un dipinto impressionista, eseguito a pennellate rapide, in cui la luce riporta il movimento dell’immagine riflessa sulla superficie acquatica. Solo ad un’osservazione più attenta si percepisce la realtà dello scatto fotografico di un paesaggio, riflesso e trasformato dalla superficie del lago. Si percepiscono allora i movimenti dell’acqua, il suo essere liquido che trasforma le percezioni.

Francesco Forgione propone “Red Water”, videoinstallazione per Tablet. Un progetto ideato per questa mostra che, partendo da riprese effettuate nella città di Milano e sui corsi d’acqua, conduce l’osservatore ad una presa di coscienza: la città siamo noi e la qualità della nostra vita è direttamente dipendente dalla qualità dell’acqua e dell’ambiente che in cui ci muoviamo. Inquinare e devastare gli spazi cittadini ed i canali è un percorso di autodistruzione che non possiamo arrestare se non attraverso la consapevolezza di una nostra responsabilità diretta.

Alice Belcredi espone “l’Onda” spumosa catturata in un’alba del mar dei Caraibi (Messico) nel 2010. Un’emozione che travolge l’osservatore coinvolto dalla potenza dell’immagine e dalle sue particolari dimensioni, che creano un effetto di partecipazione totale. Il mare, il più misterioso ed inesplorato specchio d’acqua del pianeta.

Angelica Porrari partecipa con il video “Musa”, tratto dal progetto Gloves Stories. Come lei stessa cita, l’opera è: “Conduzione, trasmissione di pensiero tra diverse entità. Il testo recitato è tratto dalla bibbia ed esorta a non tentare di rappresentare l’inesprimibile, il divino. Un video che parla di se stesso.” Su un fondo scuro, immerse nel liquido, due figure si scambiano le voci, e suggeriscono la ricerca della conoscenza dell’essenza vera dell’arte, senza “perdizioni visive in immagini lontane dal mondo delle idee”.

Marvina Shehu presenta il “Trittico dei Contenitori”, un lavoro di grande impatto estetico in cui lo stesso oggetto blu si propone, in primo piano, di introdurre tre sfondi differenti: un paesaggio con memorie di colonne, un viso ed un oggetto di design. Uno sguardo filtrato attraverso la materia turchina che rilegge le forme dell’uomo, dall’effige del proprio apparire ai luoghi che abita, passando per le strutture che crea.

Giulia Savoca propone un video dal titolo “Liquid Soul”. Un progetto dal gusto performativo che gioca con la dissolvenza incrociata per esprimere la metafora dell’acqua come tempo che scorre. Un’attrice avvolta da garze e ricoperta di pigmenti cerca di ricreare quel passaggio dallo stato solido al liquido, lavandosi in una vasca d’acqua e cercando di sciogliersi assieme ai colori stessi. Una novella Ophelia che cerca di lasciare le sue ferite al passato, alla ricerca di un equilibrio liquido con la sua anima.

Marcello Rotondella è un videoartista e musicista. “Incomunicazione” esprime in un video in bianco e nero dalla fotografia particolarmente scenografica, le differenti declinazioni di senso attribuite alle parole con la conseguente incomunicabilità nelle relazioni. La metafora con l’acqua è identificabile nello scorrere del liquido che richiama il fiume: come l’acqua dolce alla sua foce non si contamina immediatamente con il mare salato, così l’interazione tra esseri differenti – per cultura, luogo geografico e genere – non innesta nuovi linguaggi o connessioni. La comunicazione resta inattuabile ed isolata nella sua incapacità di farsi linguaggio intellegibile.

“Il fine dunque è regalare, attraverso una mostra che vede come protagonista il liquido da cui trae origine la vita, una mappatura che sia geografica ed emotiva, per una narrazione in cui ogni giovane artista presente possa esprimere tale argomento attraverso la sua sensibilità ed il suo intervento video o fotografico. Un tentativo da parte dei curatori di supportare culturalmente la loro città, all’interno di un percorso che tocca il tema della natura permanente e della cura, per arrivare all’evento dell’Expo con un bagaglio d’iniziative volte ad indagare il territorio e le sue preziosissime risorse”.
(Alessia Locatelli)